Formazione Allenatori.

COME ALLENATORE SVILUPPARE UNA “FILOSOFIA”

Parlare di sport ed affiancare il termine “filosofia” a volte potrebbe sembrare di dare un valore esagerato al nostro modo di interpretare lo sport stesso.
Nel panorama sportivo è pur vero che alcuni grandi allenatori erano o sono dei filosofi, persone di cultura e saggezza.
Per questi allenatori filosofia e sport non si escludevano, erano una cosa sola.
Allenare significa credere in qualcosa, nel gioco, nell’atleta, nella ricerca dell’eccellenza, nella ricerca di una sfida, nella lotta per vincere. Queste persone sono in grado di cambiare gli individui e di regalare loro l’ispirazione per ottenere risultati sorprendenti.

La conseguenza che questi atleti hanno conseguito risultati che vanno oltre lo sport, solidificando prospettive molto più profonde sulla vita, sulle persone e soprattutto su loro stessi. Credo che nella nostra professione di allenatore dobbiamo analizzare bene che cosa è importante per noi. Questa analisi non può prescindere dal come noi siamo nella vita di tutti i giorni. Se vogliamo sviluppare una filosofia dobbiamo essere consapevoli di ciò che è importante per noi, più conosciamo noi stessi e più sarà facile allenare , ma soprattutto sapere cosa vogliamo ottenere dai nostri giocatori, dalle nostre squadre.

Possiamo considerare una”filosofia”come una nostra convinzione di base che guida il nostro comportamento. Gli allenatori devono trasmettere non solo con le parole ma anche con le “azioni”. Una sensata filosofia di allenamento è il mattone portante con cui aiutare gli atleti a sviluppare le loro capacità sia fisiche che mentali necessarie per avere successo.

In una filosofia ci devono essere 2 elementi:

  1. Obiettivi principali, ciò che si vuole conquistare
  2. Valori e principi che aiutano a perseguire gli obiettivi.

 

Esempio se uno degli aspetti base è “la partecipazione allo sport più importante del vincere” di conseguenza si valorizzerà di più il singolo rispetto al risultato finale spesse volte ottenuto facendo giocare solo i migliori.

 

VANTAGGI NELLO SVILUPPARE UNA FILOSOFIA

Auto consapevolezza
Sviluppare una propria filosofia di allenamento da maggiore autoconsapevolezza e ci permette di conoscerci meglio, capire in cosa si crede, cosa possa ai nostri occhi essere giusto o sbagliato.

Orientamento
Sviluppare una filosofia da un orientamento aiuta a comportarsi in modo coerente.
Esempio: se fa parte della vostra filosofia dimostrare carattere, allora questa vi aiuterà a creare carattere nei vostri atleti poiché voi state modellando il tipo di comportamento che volete vedere nei vostri atleti.

Gli allenatori possono accrescere l’AUTOCONSAPEVOLEZZA riflettendo sui loro comportamenti.
Un allenatore dovrebbe farsi queste domande:

  1. Perché alleno?
  2. Quali sono i miei obiettivi come allenatore?
  3. Sono un buon allenatore?
  4. Cosa mi renderebbe un allenatore migliore?
  5. Come mi descriverebbero i miei giocatori?
  6. A cosa do importanza riguardo l’allenamento?

 

L’AUTOSTIMA

L’autostima è la convinzione personale delle nostre competenze e il valore che diamo a noi come essere umano.
Spesso gli allenatori e gli basano la loro autostima sulle vittorie o sulle sconfitte durante le competizioni. Questo è problematico perché gli allenatori non hanno il controllo sulla possibilità di vincita o di sconfitta. Queste dipendono dal tipo di avversario, dal tipo di arbitro, così come dipendono dalle abilità e dalla personalità dei loro atleti.

L’autostima andrebbe vista in termini di competenze e valore in quanto persona. Il successo come allenatore è molto legato alla vostra autostima e come vedete voi stessi.
Se avete fiducia in voi stessi sarete in grado di trasmettere questo sentimento agli altri.
Se avete fiducia in voi stessi e sentite di valere come persona, allora sarete in grado di infondere questi sentimenti anche agli altri.

Gli elementi di insegnamento sono tre:

  1. Prestazione Ideale – quella in cui un atleta arriva al massimo della sue potenzialità
  2. Esperienza Ideale – il godere della prestazione a prescindere dal risultato
  3. Sviluppo Ideale – il focalizzarsi sulla crescita a lungo termine piuttosto che su un risultato immediato

 

Difficile trovare un equilibrio perché per esempio un allenatore di ragazzi dovrebbe essere più proiettato verso lo sviluppo ideale e l’esperienza ideale anche se poi a tutti piace vincere.
Il fattore che toglie equilibrio a tutti questi elementi è il concentrarsi solo sulla vittoria, infatti lo sviluppo ideale e l’esperienza vengono sacrificati per la ricerca della vittoria.

LA COMUNICAZIONE
La comunicazione è uno dei principali ingredienti che permettono agli allenatori di migliorare le performance e la crescita personale dei loro atleti. Uno degli obiettivi che mi pongo quando sto allenando è quello che , in presenza di addetti ai lavori, questi debbano capire ciò che sto facendo con miei atleti.
Gli allenatori non devono solo comunicare con gli atleti, ma anche con il loro staff, con i media, con il pubblico. Il sapere comunicare è il fulcro del loro successo. A volte, sbagliando, si pensa che un buon comunicatore sia colui che parla bene, che usa belle parole, un affabulatore. Per comunicare bene bisogna andare oltre le parole. Un allenatore non deve scordare che la sua comunicazione sarà efficace se saprà rapire il cuore dei suoi atleti. I messaggi devono essere chiari e concisi. Scegliere il momento e il posto giusto per inviare un messaggio e per questo motivo dobbiamo ricordarci sempre di portare a termine ciò che diciamo. Ma le parole non bastano. I messaggi più incisivi sono quelli non verbali: gesti del corpo, tono della voce, espressioni del viso. Questi messaggi sono difficili da nascondere perché svelano atteggiamenti e sentimenti che proviamo per l’altro individuo. La comunicazione non verbale è molto potente e tremendamente delicata per questo motivo un coach deve stare molto attento perché un atteggiamento sbagliato può creare disastri.

La comunicazione tra atleta ed allenatore è efficace se il coach spiega il motivo per cui una determinata cosa deve essere eseguita; gli atleti fanno qualsiasi cosa se a loro viene spiegato il” perché”. Alle persone piace sapere il perché.
Un allenatore deve avere empatia nel senso che deve vivere e provare le sensazioni di un suo atleta sia nel bene che nel male. Gli atleti vogliono che i loro coach li capiscano soprattutto quando sono in difficoltà.
Gli atleti non hanno bisogno della simpatia del coach. La simpatia è commiserazione, l’empatia è partecipazione.
In conseguenza di un errore gli atleti hanno bisogno di capire. Gli allenatori devono essere “specifici” nel chiedere esattamente ciò che vogliono. Essere specifici significa capire esattamente ciò che gli atleti vogliono.

Un coach dovrebbe avere pochi e chiari concetti quando lavora con una squadra:

  • COMUNICARE SEMPRE LE RAGIONI
  • DIMOSTRARE SEMPRE EMPATIA E NON SIMPATIA
  • USARE UN APPROCCIO SEMPRE POSITIVO
  • ESSERE COERENTE
  • MANTENERE L CALMA SOTTO PRESSIONE
  • EVITARE SARCASMI E DENIGRAZIONI
  • USARE UN LINGUAGGIO CHE SI FOCALIZZA SULLE SOLUZIONI E NON SUI PROBLEMI
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